Percentuali sul flacone: come un buyer legge una fiala coreana
Il marchio coreano aoi stampa la concentrazione degli attivi sulla confezione stessa, in percentuale e in ppm. Che cosa c'è dietro, che cosa significa un indice di irritazione di 0,00 e che cosa chiedere al fornitore.
La maggior parte dei marchi stampa il nome di un attivo e tace sulla quantità. Il buyer legge «con niacinamide» e non sa se sia il cinque per cento o mezzo punto, e la distanza fra questi due numeri è la distanza fra un prodotto che funziona e un argomento di vendita.
Il marchio coreano aoi, prodotto da Red Purple Blue, ha fatto il contrario: stampa la concentrazione dell'attivo principale sul flacone, in percentuale e in ppm insieme. Questo lo rende un caso comodo per capire che cosa significhino davvero quelle cifre.
Perché la concentrazione si stampa di rado
Dichiarare una concentrazione non conviene quando è bassa ed è rischioso quando è alta: il produttore si assume un impegno che un laboratorio può verificare. Per questo di solito ci si ferma all'INCI, dove gli ingredienti scendono in ordine decrescente ma senza numeri.
Quando la cifra viene indicata, acquista una seconda funzione: fissa la cornice della conversazione. Con un marchio che ha scritto «niacinamide 5%» si può parlare subito di formula, equivalenti e adattamento al mercato. Con uno che ha scritto «con niacinamide» la conversazione parte dal capire che cosa ci sia dentro.
Percentuale e ppm sono la stessa cosa scritta due volte
L'uno per cento equivale a diecimila ppm. La niacinamide al 5% è 50.000 ppm; il sodio ialuronato allo 0,5% è 5.008 ppm in quella formula. La seconda notazione serve dove l'attivo pesa poco ma costa molto: «0,0015%» è scomodo, «15.000 ppm» si legge chiaro.
aoi lo applica con coerenza. Lumi Drop dichiara niacinamide 5% e acqua di crusca di riso 41%; Regen Drop, Sodium DNA 1,5% e acqua di radice di ginseng 42%; Hydra Drop, sodio ialuronato 0,5% e acqua di camellia sinensis 45%. La prima cifra regge l'azione, la seconda dice su che cosa è costruita la base.
Un indice di irritazione di 0,00: che cos'è e che cosa non è
L'indice di irritazione nasce da un patch test occlusivo: il prodotto viene applicato in occlusione, di norma per ventiquattro ore, e poi un medico gradua la reazione su una scala. Zero significa che non è stata registrata alcuna reazione in nessun partecipante. Le tre fiale di aoi dichiarano indice 0,00 dai test dell'Istituto Coreano di Scienze Dermatologiche, novembre 2025.
Che cosa non significa: non è una prova di efficacia e non sostituisce un certificato. È un test di tollerabilità, non di risultato. Pesa però nei mercati sensibili alle affermazioni per pelli reattive, e la farmacia è il primo fra questi.
Che cosa chiedere al fornitore
Primo, se il rapporto esiste su carta e per quali prodotti è stato emesso: il test si fa per prodotto, non per marchio. Secondo, quanti partecipanti c'erano e con quale metodo si è graduato. Terzo, se la formula del rapporto coincide con quella del lotto attuale, perché può essere stata rivista dopo il test.
E una domanda a parte sulle concentrazioni: la cifra indicata è la quota dell'attivo in sé o quella della soluzione in cui viene fornito? È l'origine più frequente delle discrepanze fra confezione e scheda tecnica.
Fonti
Elaborato sulla base dei dati forniti da Red Purple Blue Co., Ltd (marchio aoi) e pubblicati con il suo consenso scritto per la presentazione sulla piattaforma Teranova Group. Proprietà, formule e concentrazioni dichiarate sono riportate secondo le informazioni dell'azienda.